This podcast accompanies the Italian Air Force History Museum, located on Aviano Air Base.
La Sala Espositiva del Comando Aeroporto di Aviano, istituita nel 2012 in occasione del centenario dell'aeroporto, è un percorso storico che documenta l'evoluzione dello scalo. Nata con lo scopo di valorizzare un vasto patrimonio fotografico, la mostra narra la storia dell'aeroporto, dalle sue origini pionieristiche fino al suo ruolo strategico attuale.
Il percorso è organizzato in sette sezioni cronologiche, guidate da banner esplicativi, e attraverso fotografie d'epoca illustra i cambiamenti tecnologici, architettonici e umani del territorio. L'esposizione mira a creare un ponte tra il Comando e la comunità, celebrando un secolo di storia condivisa e offrendo una chiave di lettura per comprendere l'identità odierna dell'aeroporto.
Il primo banner della sala espositiva descrive le origini dell'aeroporto di Aviano, nato nel 1911 come prima espansione della scuola di volo di Centocelle per far fronte all'elevato numero di richieste di brevetti. Una mappa storica del 1911 mostra la provenienza nazionale dei primi allievi, evidenziando fin da subito il ruolo centrale di Aviano.
Le fotografie d'epoca rivelano che l'aviazione era inizialmente un "Servizio Aeronautico" del Regio Esercito, prima della costituzione... read more
Il primo banner della sala espositiva descrive le origini dell'aeroporto di Aviano, nato nel 1911 come prima espansione della scuola di volo di Centocelle per far fronte all'elevato numero di richieste di brevetti. Una mappa storica del 1911 mostra la provenienza nazionale dei primi allievi, evidenziando fin da subito il ruolo centrale di Aviano.
Le fotografie d'epoca rivelano che l'aviazione era inizialmente un "Servizio Aeronautico" del Regio Esercito, prima della costituzione dell'Aeronautica Militare nel 1923. Le immagini mostrano le uniformi variegate dei soldati (Alpini, Artiglieri) che divennero piloti e le prime infrastrutture, come il Comando della Scuola.
Un aspetto fondamentale è il primo impiego dei piloti di Aviano fuori dai confini nazionali, documentato da foto scattate in Cirenaica (Libia) durante la guerra Italo-Turca, dove l'aereo fu utilizzato per la prima volta come osservatore in un conflitto. Infine, viene illustrata la creazione della prima stazione meteorologica del campo, essenziale per la sicurezza dei voli, mostrando sia la sua costruzione che gli strumenti interni.
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La Sala Espositiva del Comando Aeroporto di Aviano, istituita nel 2012 in occasione del centenario dell'aeroporto, è un percorso storico che documenta l'evoluzione dello scalo. Nata con lo scopo di valorizzare un vasto patrimonio fotografico, la mostra narra la storia dell'aeroporto, dalle sue origini pionieristiche fino al suo ruolo strategico attuale.
Il percorso è organizzato in sette sezioni cronologiche, guidate da banner esplicativi, e attraverso fotografie d'epoca illustra i cambiamenti tecnologici, architettonici e umani del territorio. L'esposizione mira a creare un ponte tra il Comando e la comunità, celebrando un secolo di storia condivisa e offrendo una chiave di lettura per comprendere l'identità odierna dell'aeroporto.
Durante la Prima Guerra Mondiale, l'aeroporto di Aviano divenne un centro strategico fondamentale, trasformando l'aereo da semplice curiosità a un'arma tattica decisiva. Insieme al vicino campo della Comina, Aviano ospitò le squadriglie dei Caproni Ca.3, i primi veri bombardieri italiani.
In questo periodo, il poeta Gabriele D’Annunzio giunse ad Aviano, stringendo un forte legame con i piloti Maurizio Pagliano e Luigi Gori. Dopo la loro morte in combattimento nel 1917, fu D'Annunzio... read more
Durante la Prima Guerra Mondiale, l'aeroporto di Aviano divenne un centro strategico fondamentale, trasformando l'aereo da semplice curiosità a un'arma tattica decisiva. Insieme al vicino campo della Comina, Aviano ospitò le squadriglie dei Caproni Ca.3, i primi veri bombardieri italiani.
In questo periodo, il poeta Gabriele D’Annunzio giunse ad Aviano, stringendo un forte legame con i piloti Maurizio Pagliano e Luigi Gori. Dopo la loro morte in combattimento nel 1917, fu D'Annunzio stesso a volere che la base fosse intitolata ai due eroi, cosa che avvenne ufficialmente nel 1920.
Un altro evento storico legato ad Aviano è la pianificazione del celebre Volo su Vienna. L'idea fu concepita e testata proprio qui da D'Annunzio con Pagliano e Gori, che effettuarono un volo di prova fino a Torino per simularne la distanza.
Infine, le foto ricordano il drammatico periodo dopo la disfatta di Caporetto, quando la base fu occupata. Prima di ritirarsi, i piloti italiani distrussero i propri aerei per non lasciarli al nemico e, in seguito, bombardarono la loro stessa base per indebolire le forze austro-ungariche e preparare la liberazione.
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Quest'ultimo banner racconta il periodo che va dalla Seconda Guerra Mondiale all'era moderna. Dopo l'armistizio del 1943, l'aeroporto di Aviano fu occupato dalle truppe tedesche, il personale italiano deportato e la base divenne un bersaglio per i bombardamenti alleati, che la lasciarono in rovina alla fine del conflitto.
Nel dopoguerra seguì un breve periodo di abbandono, simboleggiato da un'immagine di pecore al pascolo sulla pista. La rinascita iniziò con la divisione strategica della... read more
Quest'ultimo banner racconta il periodo che va dalla Seconda Guerra Mondiale all'era moderna. Dopo l'armistizio del 1943, l'aeroporto di Aviano fu occupato dalle truppe tedesche, il personale italiano deportato e la base divenne un bersaglio per i bombardamenti alleati, che la lasciarono in rovina alla fine del conflitto.
Nel dopoguerra seguì un breve periodo di abbandono, simboleggiato da un'immagine di pecore al pascolo sulla pista. La rinascita iniziò con la divisione strategica della base: l'Area Nord fu assegnata all'Aeronautica Militare, ospitando temporaneamente la 51ª Aerobrigata, mentre l'Area Sud fu ceduta all'Esercito Italiano.
Con la Guerra Fredda, Aviano divenne un pilastro della NATO. Nel 1955 arrivarono i primi aerei dell’ USAF in presenza rotazionale semestrale, finche’ nel 1994 la base divenne la sede permanente del 31° Fighter Wing statunitense, fino ad allora basato ad Homestead, Florida. Per ospitare le nuove infrastrutture, l'area sud fu restituita dall'Esercito e, attraverso il progetto "Aviano 2000", completamente modernizzata.
Oggi, l'aeroporto ha recuperato la sua estensione originaria del 1911, rappresentando un'eccellenza tecnologica e un simbolo della cooperazione internazionale.
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Nel 1939, l'aeroporto di Aviano diventa la sede della prestigiosa Regia Scuola di Bombardamento, trasformandosi in un centro di addestramento di eccellenza per gli equipaggi italiani.
Il protagonista assoluto di questo periodo è il Savoia-Marchetti S.79 "Sparviero", celebre per il suo impiego come aerosilurante. A testimonianza di questo ruolo, la sala espositiva ospita un siluro originale, dello stesso tipo utilizzato dagli S.79 in missioni storiche, come gli attacchi alla flotta nemica a... read more
Nel 1939, l'aeroporto di Aviano diventa la sede della prestigiosa Regia Scuola di Bombardamento, trasformandosi in un centro di addestramento di eccellenza per gli equipaggi italiani.
Il protagonista assoluto di questo periodo è il Savoia-Marchetti S.79 "Sparviero", celebre per il suo impiego come aerosilurante. A testimonianza di questo ruolo, la sala espositiva ospita un siluro originale, dello stesso tipo utilizzato dagli S.79 in missioni storiche, come gli attacchi alla flotta nemica a Gibilterra. La scuola utilizzava anche altri velivoli per l'addestramento, tra cui il CANT Z.1007, il Caproni Ca.310 e il Savoia-Marchetti SM.81.
Infine, il banner evidenzia l'architettura dell'epoca, sottolineando come molte delle strutture costruite in quegli anni, quali hangar e uffici, siano ancora oggi esistenti e operative all'interno della base, creando un collegamento diretto tra il passato e il presente.
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Nel 1937, con l'aumentare delle tensioni internazionali, l'Aeroporto di Aviano subisce una trasformazione cruciale, passando da scuola di addestramento a base operativa. Il 1° gennaio di quell'anno viene ufficialmente costituito il 18° Stormo Bombardamento Terrestre, un reparto da combattimento che segna l'ingresso della base nell'era del bombardamento strategico.
In questo periodo, la base "Pagliano e Gori" ospita i più moderni bombardieri della Regia Aeronautica, tra cui il trimotore... read more
Nel 1937, con l'aumentare delle tensioni internazionali, l'Aeroporto di Aviano subisce una trasformazione cruciale, passando da scuola di addestramento a base operativa. Il 1° gennaio di quell'anno viene ufficialmente costituito il 18° Stormo Bombardamento Terrestre, un reparto da combattimento che segna l'ingresso della base nell'era del bombardamento strategico.
In questo periodo, la base "Pagliano e Gori" ospita i più moderni bombardieri della Regia Aeronautica, tra cui il trimotore Savoia-Marchetti S.81 "Pipistrello" e il Fiat BR.20 "Cicogna", primo bombardiere italiano interamente metallico.
Le fotografie dell'epoca non mostrano solo i velivoli, ma anche un'organizzazione complessa e in pieno assetto di guerra, con equipaggi in costante addestramento per il volo in formazione e il bombardamento di precisione. La creazione dello Stormo trasforma Aviano in una vera e propria cittadella militare, anticipando il suo ruolo centrale nell'imminente Seconda Guerra Mondiale.
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Il 28 marzo 1923 segna la nascita della Regia Aeronautica come Forza Armata autonoma. In questo nuovo contesto, l'aeroporto di Aviano si afferma come un pilastro fondamentale, consolidando la sua vocazione di Scuola di Volo Caccia e diventando la culla per la futura classe dirigente dell'Arma. La base accoglie i primi sottotenenti del "Corso Aquila" della neonata Accademia Aeronautica, destinati a conseguire qui il brevetto di pilota. L'importanza strategica di Aviano è confermata dalle... read more
Il 28 marzo 1923 segna la nascita della Regia Aeronautica come Forza Armata autonoma. In questo nuovo contesto, l'aeroporto di Aviano si afferma come un pilastro fondamentale, consolidando la sua vocazione di Scuola di Volo Caccia e diventando la culla per la futura classe dirigente dell'Arma. La base accoglie i primi sottotenenti del "Corso Aquila" della neonata Accademia Aeronautica, destinati a conseguire qui il brevetto di pilota. L'importanza strategica di Aviano è confermata dalle visite di figure di spicco come il Re Vittorio Emanuele III e Italo Balbo. Questo periodo vede anche l'introduzione delle iconiche uniformi azzurre e delle tute da lavoro per gli specialisti, che simboleggiano la nuova identità professionale della Forza Armata.
L'identità della scuola è perfettamente rappresentata dal suo emblema: un'aquila che protegge i suoi "aquilotti", i giovani piloti addestrati al volo acrobatico e al combattimento. La linea di volo si evolve tecnologicamente con velivoli come il Fiat CR.20 e il più avanzato Fiat CR. Asso, utilizzati per perfezionare le tattiche di attacco e il volo in formazione che renderanno celebri i piloti italiani.
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Il 28 marzo 1923 è una data fondamentale: nasce la Regia Aeronautica come Forza Armata autonoma, e l'aeroporto di Aviano ne diventa un pilastro operativo e addestrativo.
La base consolida la sua funzione di Scuola di Volo Caccia, diventando un centro di formazione per la futura classe dirigente dell'Arma. Accoglie infatti i primi 25 sottotenenti del "Corso Aquila" della neonata Accademia Aeronautica, venuti per conseguire il brevetto di pilota.
L'importanza di Aviano è sottolineata da... read more
Il 28 marzo 1923 è una data fondamentale: nasce la Regia Aeronautica come Forza Armata autonoma, e l'aeroporto di Aviano ne diventa un pilastro operativo e addestrativo.
La base consolida la sua funzione di Scuola di Volo Caccia, diventando un centro di formazione per la futura classe dirigente dell'Arma. Accoglie infatti i primi 25 sottotenenti del "Corso Aquila" della neonata Accademia Aeronautica, venuti per conseguire il brevetto di pilota.
L'importanza di Aviano è sottolineata da visite illustri, come quelle del Re Vittorio Emanuele III e di Italo Balbo. Questo periodo segna anche un cambiamento visivo: vengono introdotte le nuove uniformi azzurre e le divise da lavoro per gli specialisti della manutenzione, che creano una nuova e distinta identità per il personale dell'Aeronautica.
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La sala espositiva non racconta la storia solo con le immagini, ma anche attraverso oggetti iconici che testimoniano l'evoluzione tecnologica e il coraggio dei piloti.
Il Siluro dell'SM.79: Pezzo centrale della collezione, un siluro originale utilizzato dal leggendario bombardiere Savoia-Marchetti SM.79 "Sparviero". Questo reperto evoca le audaci missioni degli aerosiluranti italiani durante la Seconda Guerra Mondiale.
L'Evoluzione dell'Equipaggiamento da Volo: Una serie di manichini... read more
La sala espositiva non racconta la storia solo con le immagini, ma anche attraverso oggetti iconici che testimoniano l'evoluzione tecnologica e il coraggio dei piloti.
Il Siluro dell'SM.79: Pezzo centrale della collezione, un siluro originale utilizzato dal leggendario bombardiere Savoia-Marchetti SM.79 "Sparviero". Questo reperto evoca le audaci missioni degli aerosiluranti italiani durante la Seconda Guerra Mondiale.
L'Evoluzione dell'Equipaggiamento da Volo: Una serie di manichini illustra come sia cambiato l'abbigliamento dei piloti: dalla tuta bianca estiva del primo dopoguerra, alle tute termiche della Seconda Guerra Mondiale come la celebre "Marus" invernale, fino alle moderne tute ignifughe e anti-G dell'era jet, complete di casco e maschera per l'ossigeno. L'esposizione include anche la cloche originale di un caccia Tornado.
Il Seggiolino Eiettabile dell'F-104: È esposto un seggiolino eiettabile dell'iconico caccia F-104 "Starfighter", un sistema di emergenza potentissimo che rappresentava l'ultima via di salvezza per i piloti che volavano a velocità supersoniche.
La Mitragliatrice del "Gobbo Maledetto": Infine, è presente una mitragliatrice calibro 7.7, l'arma difensiva posizionata sulla postazione dorsale dell'SM.79. Fu proprio questa caratteristica "gobba" armata a far guadagnare al velivolo il soprannome di "Gobbo Maledetto" da parte dei piloti avversari.
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Nel 2011, l'aeroporto fu il cuore pulsante delle operazioni Unified Protector e Odyssey Dawn durante la rivoluzione libica. Grazie alla sua posizione strategica, supportò in tempi rapidissimi l'embargo sulle armi e la No-Fly Zone, fornendo supporto logistico a una flotta multinazionale. Questo evento confermò Aviano come un "punto fermo" per la sicurezza del Mediterraneo e per la cooperazione tra Italia e Stati Uniti.
Durante la dissoluzione della ex-Jugoslavia, Aviano divenne il fulcro operativo mondiale per le missioni di pace della NATO. Dal 1992 al 2004, fu la base di lancio per operazioni storiche come Deny Flight, Deliberate Force e Allied Force, ospitando centinaia di velivoli alleati e supportando missioni di combattimento e corridoi umanitari, guadagnandosi l'appellativo di "porta dei Balcani". Dal 1994 alla fine delle operazioni nei Balcani, i due squadroni di F-16 del 31° Fighter Wing eseguirono quasi 12 mila sortite.

